Fuori stagione, a casa di amici, in un paese straniero con il cambio favorevole. E poi più brevi, prenotate su internet e con voli low cost. Ecco come cambia il modo di viaggiare degli italiani in tempo di crisi. La recessione, insomma, modifica le abitudini (in questo caso in meglio) dei nostri connazionali, li spinge a ripensare all'essenziale e a risparmiare denaro per «sopravvivere» il resto dell'anno, ma non a rinunciare all'agognata pausa estiva. Per riuscire a permettersi quello che ormai è diventato un lusso, i cittadini del Belpaese nel 2009 adottano una serie di «trucchi», abolendo i ristoranti troppo cari (89,8%) e le località di moda (85%). L'84,5%, poi, decide di partire a giugno o a settembre, restando in città a luglio e agosto; il 76% sceglie un Paese estero dove l'euro può farla da leone; il 71% approfitta dell'ospitalità di amici o utilizza la casa di famiglia; il 74% usa voli low cost e il 71% prenota on-line e con largo anticipo aerei e hotel. Gli italiani, però, sono ancora disposti a spendere quando si tratta di cenare al ristorante (44,4%), di dormire in un bell'albergo (28,5%), di andare in discoteca (21,3%) e di noleggiare un'auto (21,2%). Quest'ultimo è un ex lusso, perché i prezzi sono sempre più vantaggiosi e la quota di «noleggianti» è salita di quasi tre punti percentuali. A parte questi piccoli sfizi, la crisi o la psicosi della crisi per chi non è precario o lavora in un'impresa a rischio, ha nettamente modificato le abitudini vacanziere. Il soggiorno medio si accorcia (41%), si scelgono «cose semplici a contatto con la natura» (72%), si legge, si riposa e si riflette (56,4%), si adotta il «fai da te» per le escursioni, rinunciando ad una costosa guida (48,3%), si cena a casa (44%) e si prende la tintarella sulla spiaggia libera snobbando lo stabilimento balneare (39,2%). Cambia anche la destinazione prescelta per l'atteso riposo. Non più «tutti al mare», che però resta sempre la prima destinazione per il 69%, ma anche in montagna e collina, obiettivo del 16% dei vacanzieri quest'anno rispetto all'11,3% del 2008. E più Italia, naturalmente. In testa, tra le località della Penisola, quest'anno c'è la Puglia, che dodici mesi fa era confinata al sesto posto e ora è salita sul gradino più alto del podio, battendo la Sardegna. Articolo tratto da: Il Tempo.it
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